Alla ricerca della griglia perfetta

Alla ricerca della griglia perfetta

Il rapporto tra griglia e buon layout ha origine nella notte dei tempi, quando l’uomo nella caverna stava progettando la sua prima pittura rupestre, minuto più, minuto meno.

Non sto qui fare un excursus storico dell’evoluzione della griglia fino ad oggi soprattutto perché non sarei in grado, ma voglio comunque registrare queste mie impressioni.

Il più comune esempio di griglia è un file di Excel, quanto è rilassante iniziare un nuovo foglio di calcolo, riempire le celle e trovarle sempre così ordinate?

Ma la griglia è ovunque, dai calendari, ai giornali, ai libri, perfino in questo metodo di scavo archeologico.

Insomma una griglia ci aiuta ad organizzare qualunque cosa (a parte i sentimenti). La Treccani ha di «Organizzare» una definizione particolarmente calzante:

Dare una struttura ordinata a qualcosa, mettendo i varî elementi che la compongono in connessione tra loro, così che possano operare insieme per un fine determinato.

Sì ma cos’è questa griglia

Di fatto una griglia è una semplice intersezione di righe e colonne, e viene adoperata nella grafica da prima dell’invenzione, nel Cinquecento, dei caratteri mobili. I codici medievali scritti a mano su una colonna erano comunque inseriti in una griglia, da una colonna, con dei generosi margini esterni.

Le griglie dorate

La grande età dell’oro delle griglie è iniziata nel secondo dopoguerra, quando alcuni intrepidi svizzeri (tra cui Max Bill, Emil Ruder, e Josef Müller-Brockmann), alla ricerca della più efficace divisione dello spazio sulla pagina, hanno portato l’arte della griglia a livelli altissimi. Ancora oggi i loro ragionamenti funzionano a meraviglia.

Le griglie di tutti i giorni

Nella vita di tutti i giorni di un grafico, oggi, imbastire la giusta griglia all’inizio di un progetto, aiuta a prendere decisioni cruciali:

  • come dare il giusto respiro alla pagina
  • come dare la giusta gerarchia ai contenuti
  • come dare le giuste indicazioni di spazi a chi scrive i testi

Tutto questo prima ancora di scegliere lo stile tipografico più adatto o la palette cromatica.

Ma la vera sfida è come non rimanerne ingabbiati.

Le griglie per i materiali a stampa

Iniziando a progettare un poster, un libro, una brochure, una enorme pennellatura per uno stand, è spontaneo iniziare dalla dimensione dello stampato per poi partire con impostare i margini esterni, le colonne, il ritmo generale. Questo perché abbiamo una elaborato di dimensioni fisse, di carta, di pvc, di papiro. Immutabili. Possiamo quindi organizzare il contenuto in uno spazio dalle dimensioni fisse.

I grattacapi, a mio avviso, iniziano quando dobbiamo impostare una griglia per delle pagine fluide, ovvero per il web.

Le griglie per il web

All’inizio del webdesign, parlo degli anni Ottanta e Novanta, i layout della pagine web erano spesso fatti utilizzando tabelle, per dividere lo spazio e organizzare le gerarchie dei contenuti. Una delle particolarità di quel primo periodo era il fatto che fosse facilmente prevedibile la dimensione degli schermi su cui venivano visualizzati (800 x 600px, 1.024x768px ecc).

Con l’avvento degli smartphone, poi dei tablet, nati con schermi piccoli e cresciuti nel tempo il mondo del layout ha subito una rivoluzione: il responsive webdesign. Semplificando il RWD è un approccio per cui i contenuti di una pagina si adattano con grazie alla grandezza della finestra, come un liquido prende la forma del contenitore in cui lo versi.

Questa proliferazione di schermi ha di fatto eliminato ogni possibilità di prevedere a quale dimensione sarà visualizzato il sito che stai progettando. E complicato non di poco il lavoro di chi lo costruisce.

Ad oggi le prime tre risoluzioni di schermo più utilizzate al mondo sono 360x640px, 1366x768px, 1920x1080px, ma ce ne sono infinite altre che hanno la loro piccola fetta di mercato, e, giusto per fare un esempio dell’imprevedibilità degli schermi di domani, ieri Apple ha presentato un nuovo telefono con risoluzione di 1.242 x 2.688 px. Si può ancora parlare di smartphone? Chi lo sa.

Usando le griglie più in voga negli ultimi anni si è finito per progettare, ogni volta, sempre lo stesso layout. La maggior parte dei siti ‘si somiglia’, tanto che esiste un bel post che recita Which one of the two possible websites are you currently designing?. Se ci fai caso lo noterai anche tu.

La storia infinita

Da anni cerco la griglia universale, ma fatico a trovarla. Dodici colonne, diciotto, sessanta, le ho passate tutte. Inizio sempre con una griglia, ma non riesco ad evitare che il layout finale risulta appesantito dai suoi limiti e per avere solo alcuni componenti di pagine ‘in griglia’ e altri liberi.

Oggi, grazie al CSS grid ed alcuni suoi evangelisti come Jen Simmons e Andy Clarke, la libertà grafica e la direzione artistica (che erano rimaste appannaggio della carta stampata) stanno iniziando a riconquistare il loro giusto posto sul web.

Questa nuova aria mi sta inebriando, possiamo tornare a progettare in libertà, a usare la grafica come corroborante dei contenuti, progettando con più cura le sensazioni che vogliamo evocare con un branding.

Bisogna solo trovare la griglia giusta.


Questo post risale al 13 September 2018


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