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Dal 2006 una raccolta di storie, fotografie e link esterni.

Dischord records

Pubblicato in visto in giro


Bellissima la grafica di queste label dell'etichetta punk Dischord. A questo link puoi vedere il resto delle label e delle loro grafiche.

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Quattro domande da Raffaella Ronchetta

Pubblicato in Avventure di un grafico post maniera


Questa intervista è comparsa sul blog di Raffaella Ronchetta, giornalista e consulente di comunicazione di Torino

Emmaboshi? Che nome è? Questa è una mia curiosità

Mettiamoci comodi, la storia è lunga. Nel 2000, quando ho iniziato a lavorare ho avuto la fortuna di entrare in un piccolo studio a Bologna (Pablo comunicazione) composto da persone meravigliose. Il loro spazio era proprio come mi immaginavo uno studio creativo, cioè pieno di libri, di musica, di computer e di oggetti belli. C’era anche un cucinotto e si pranzava insieme tutti i giorni. Immagina che a volte alle 12 qualcuno si metteva a friggere e tutto lo studio si riempiva di odore di fritto, che si mescolava al fumo di sigarette (erano altri tempi). Non so se ridere o piangere per questa cosa.

Beh fatto sta che un giorno a pranzo uno dei miei capi era seduto di fianco a me, e ispirato da una boccetta di aceto di prugne umeboshi giapponesi che aveva davanti, coniò per me il soprannome Emmaboshi. Quel nome diventò il mio nome per tutti quelli in studio e quando nel 2004 decisi di intraprendere il mio primo tentativo da freelance, scelsi quel nome e comprai il dominio emmaboshi.net che ancora oggi è la mia casa online.

Trivia: ho assaggiato per la prima volta le prugne umeboshi solamente dieci anni dopo che ho iniziato a usare questo nome.

Cosa fa un designer come te?

Mi occupo di creare una identità visiva originale per progetti, prodotti o aziende che vogliono emergere. Si presentano da me con un nuovo brand da creare, o più spesso con un brand esistente che però non corrisponde più a quello che vogliono essere. In entrambi i casi parliamo molto e ci conosciamo, vengo accompagnato all’interno della loro realtà e parliamo di dove vogliamo condurlo attraverso il processo creativo. Il progetto grafico seguirà le indicazioni emerse da questa prima fase di scoperta.

Definito insieme qual è la cosa migliore da fare (ad es. nuovo logo, nuova immagine coordinata, nuovo sito, nuovi cataloghi ecc) mi metto a progettare tutto, cercando di dare una applicazione coerente all’idea creativa iniziale. Mi capita spesso di lavorare e coordinare i miei fidati partner per attività come lo sviluppo web, le illustrazioni, la stampa tipografica.

Sei un tipo ironico, direi, quanto di te c’è nella tua comunicazione?

Nella comunicazione di Emmaboshi c’è tanto di me, diciamo che è diventata la mia immagine pubblica, un tutt’uno di immagine professionale e personale. Ovvio che, come tutti, indossiamo tante maschere diverse a seconda del contesto, quando sono con la mia famiglia ad esempio sono meno Emmaboshi e più Emanuele, quando sto conoscendo un nuovo cliente magari sono un Emmaboshi più prudente e meno Emmaboshi del Bollettino Boshi. Insomma un ginepraio di personalità, ma devo dire, l’ironia è sempre presente. La uso per divertirmi io in primis, qualche volta mi ritrovo a fare battute solo per ridermele da solo (pensa come sono messo).

Nella grafica dei miei progetti invece l’ironia è più rara, magari quel che cerco è più lo spiazzamento, o la trovata elegante. Non dimentichiamoci che quando lavoro sto cercando di creare qualcosa che poi deve usare qualcun altro, quindi cerco di trovare l’equilibrio tra le esigenze del business e la mia visione. Per iniettare ironia nella grafica bisogna proprio trovare il progetto giusto, che possa comunicare con ironia. Mi viene in mente il progetto C.A.C.C.A. o Mercato sonato, ma se li vedi comunque non è che ti fai una risata…

Cosa ti rende unico in ciò che fai?

Me lo chiedo spesso. Spero che sia la ‘cura’ di ogni aspetto del viaggio insieme al cliente. Dal lavoro in sé alla comunicazione del lavoro, quindi sia l’originalità che devono esprimere i progetti, sia le interazioni umane, dal primo contatto, alla presentazione dell’offerta economica, alla proposta creativa, all’ascolto e la comprensione dei pensieri e dei dubbi.

Provare insieme essere felici, soddisfatti, efficienti. Ogni dettaglio del lavoro è importante, siamo tutti esseri umani, partiamo diffidenti, ma basta darsi fiducia e parlarsi chiaro per realizzare insieme grandi progetti.

Un consiglio a un giovane che vuole iniziare il tuo lavoro?

Divorare tutto, o meglio assaggiare di tutto, di « lavorare duro ed essere gentile con le persone» (cit Anthony Burrill). Guardare tutto con occhio attento, dalla segnaletica di una stazione alla grafica di uno scontrino, da un film di wes anderson al layout di Whatsapp. Imparare a usare il software è importante, ma è una minima parte della personalità di un professionista, quindi è cruciale concentrarsi sulla propria cultura (visiva e non), leggere, leggere tanto, di tutto. Intendo romanzi, non solo libri che parlano di grafica.

Sapere creare una storia, studiare ascoltare guardare, provare la nuova app che è uscita, cercare di capire perché la gente la usa, cercare di capire la gente, forse la cosa più importante è cercare di capire la gente, tutta la gente.

Questo sì che è un bel consiglio, credo.

Tipografia sgranata da video

Pubblicato


Muhammad Ali Refuses Army Induction 1967 ABC NEWS

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Sto studiando Twitch

Pubblicato in Guide del tutto informali


Oggi a pranzo mi sono trovato a raccontare ad alcuni amici le mie esperienze su Twitch. Da qualche settimana mi sono messo di buzzo buono, come già feci per TikTok, a 'consumare contenuti', ovvero a guardare guardare guardare, per cercare di capire.

In questo caso l'oggetto del mio studio è Twitch e qui voglio elencare un po' di creators che seguo e che mi piacciono, o meglio, che mi interessano così se vuoi iniziare anche tu puoi partire da qui:

  • Homyatol aka Homy
    • Conosciuto nel giorno del suo permaban, cioè della sua esclusione permanente da Twitch. Per fortuna è stato riammesso
    • Lunghissime live di 6 ore dal suo salotto
    • Reddit
    • Svapate
    • Meme
  • Panetty
    • Grigliate
    • Chiacchiere
    • Ospitate di altri
    • Live in giro
  • Dario Moccia (30 anni)
    • Interviste molto belle (ho visto quella a Igort)
    • Storia del fumetto giapponese
    • Videogame

Buona visione

Come registro e pubblico il mio podcast

Pubblicato in Avventure di un grafico post maniera


In un'ottica di fatto è meglio che perfetto, mi piace cimentarmi in imprese nuove su terre sconosciute per il solo desiderio di imparare.

Così è avvenuto col mondo del podcast, dove, grazie all'appoggio del mitico Alessandro Pirani, abbiamo realizzato il podcast Vergini senza avere la minima idea di come si facesse.

Ora, dopo qualche mese e una quindicina di episodi prodotti, ti voglio riassumere qui il processo tecnico (quello creativo è un altro paio di maniche), così magari se anche tu vuoi cimentarti puoi raccogliere anche la mia esperienza.

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Io mentre dico cose interessanti

Microfono

Per iniziare mi sono comprato un microfono USB carino dopo avere visto / letto un marea di recensioni. Ho scelto questo e funziona benissimo, ha anche l’ingresso per attaccare le cuffie e monitorare l’audio.

Braccio

Dopo qualche settimana di microfono sulla scrivania inizio ad avere voglia un braccio dove appenderlo e poterlo spostare avanti e indietro. Ho comprato questo per andare sul sicuro. È perfetto e sono contentissimo.

Registrare

Per registrare da remoto in tracce separate utilizziamo zencastr.com e devo dire che funziona molto bene (ci vuole Chrome o Firefox da computer, non funziona da mobile).

Montare

A quel punto ho due o tre tracce audio separate (dipende se abbiamo l’ospite) e le importo in Garage Band dove faccio il montaggio. Tagliuzzo molto soprattutto l’inizio, per avere un attacco forte, e lavoro un po' anche la fine, con i saluti e i 'ciao grazie’.

Sigla

In Garage Band ho anche creato la sigla, utilizzando loop già presenti gratuiti e liberi da diritti. Ho smanettato un minimo sugli effetti e alla fine esportato un mp3 che ri-importo in Garage Band all'interno delle puntate. Da Garage Band esporto l’mp3 della puntata intera.

Copertina

Nel frattempo ho preparato la copertina quadrata in jpg per la puntata, dopo avere creato anche la copertina grafica generale del podcast. Per ogni puntata creo una copertina ad hoc, col nome dell’ospite e il numero della puntata. Alcuni servizi (Spotify) mentre riproduci ti mostrano la copertina dell’episodio, altri (Apple Podcast) mostrano sempre e solo la copertina del podcast.

Testo

Di ogni puntata va scritto un titolo e un testo di accompagnamento che descriva gli argomenti, magari corredati dai link di sui si è parlato nella puntata.

Pubblicare

Con mp3, copertina e testo della puntata mi accingo a pubblicare.

Utilizzo Anchor.fm, stupenda piattaforma di proprietà di Spotify che prende il tuo podcast e lo spara su tutte le principali piattaforme di riproduzione podcast (Spotify, Apple Podcast, Google Podcast, Google Podcasts, Overcast, Pocket Casts). I tempi di propagazione sono diversi per ogni piattaforma, su Spotify è subito visibile su Apple arriva dopo una decina di minuti o giù di lì.

Infine

A quel punto puoi tornare alla monotonia della tua giornata :-)

Ps. Allego foto della mia postazione, il microfono ora lo uso anche per le call!

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La mia postazione

A cosa serve l'identità visiva?

Pubblicato in Dal vivo


Sono stato ospite di Cristina Portolano sul suo canale Youtube e abbiamo amabilmente chiacchierato di grafica, identità visiva, siti portfolio di illustratori.

Buona visione

Studio texture del Comelico

Pubblicato in Fotografo


Il Comelico o Val Comelico (Cumélgu, Comélgu o Comélgo in ladino) è un territorio dell'alto Cadore, in provincia di Belluno, al confine con l'Austria.

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La tempesta Vaia del 26-30 ottobre 2018 ha provocato lo schianto di milioni di alberi e la distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste alpine.

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Il passaggio della tempesta Vaia del 2018
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Queste foto sono apparse anche in questo post su Instagram.

Fontaines D.C. live su un chiesa di Bologna

Pubblicato in visto in giro


Ieri mi trovavo al pregevole Caffè Rubik di via Marsala, a Bologna, quand'ecco viene proiettato un concerto dei mitici Fontaines D.C. sull'adiacente muro della Basilica San Martino.

Nel video l'audio non si sente, ma volevo condividere con te quella strana texture che si crea tra video sbiadito, orrende tag e quel naturale sudicio che rende i muri della zona universitaria di Bologna così caratteristici.

Questo è il concerto originale, su YouTube.

Studio delle texture di San Petronio

Pubblicato in Fotografo


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Parete esterna
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